Negli ultimi decenni, lo sviluppo di vari sistemi di stabulazione all’interno degli allevamenti di bovine da latte è stato influenzato da innovazioni tecnologiche per poter rispondere alle esigenze etologiche e di benessere animale, alle richieste economiche e gestionali da parte degli allevatori e, non meno importante, per affrontare l’impatto ambientale. Nonostante la presenza ancora diffusa delle stalle a posta fissa (tie-stall, TS), dagli anni ’70 le cuccette (cubicle barns, CB) e le stalle a posta libera (freestall barns) hanno visto un aumento ed una diffusione significativa a livello globale. Tuttavia, diversi studi hanno rilevato come le CB con pavimentazione piena in cemento causino un’elevata incidenza di zoppia e lesioni del garretto.
È a questo punto che entrano in gioco le stalle a stabulazione libera (Freewalk, FW). In particolare, le FW con lettiera compost stanno crescendo in popolarità a livello mondiale, grazie al loro contributo verso il benessere animale, permettendo alle bovine di esprimere comportamenti naturali.
I sistemi FW si stanno diffondendo in Europa occidentale, Brasile, Stati Uniti e sono già ampiamente adottati in Israele.
Alcuni studi hanno poi individuato potenziali problematiche quali l’aumento delle emissioni di ammoniaca e nitrati ed una maggiore richiesta di m²/capo, rischi per la sicurezza alimentare derivanti dall’uso di materiali di scarto per le lettiere, una scarsa disponibilità di quest’ultimi (come trucioli di legno o segatura) a prezzi accessibili e l’inquinamento visivo di grandi edifici sul paesaggio.
Lo sviluppo dei sistemi FW è dunque ancora in corso, con un ciclo continuo di apprendimento descritto dal modello DEED (Describe, Explain, Explore, and Design). Dal 2019, circa 55 allevamenti olandesi hanno iniziato a implementare sistemi di stabulazione con stalle FW utilizzando lettiera compostata principalmente con chips di legno. Metà di questi allevamenti ha optato per la bioedilizia basata su strutture serra (Figura 1), riducendo i costi di costruzione del tetto e compensando l’investimento maggiore in superficie (m2) per vacca. Sono state esaminate alternative ai pavimenti in cemento, come i pavimenti artificiali drenanti.

La collaborazione internazionale è stata potenziata grazie al Progetto FreeWalk, che comprende 8 nazioni europee. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente i sistemi di allevamento FW.
Recentemente è stata implementata una nuova tecnologia per questo tipo di stabulazione, che include pavimenti artificiali permeabili composti da diversi strati, costituiti da un materiale drenante speciale, che permette il passaggio dell’urina mantenendo le feci in superficie. Al di sotto, c’è un materassino che offre un supporto confortevole per le bovine mentre rimane rigido in superficie così da consentire al robot la rimozione del letame. Questo metodo di raccolta si differenzia dalle tecniche di aspirazione o spinta. Il robot è stato progettato per pulire la pavimentazione da 3 a 6 volte al giorno, a seconda della superficie disponibile per vacca (da 10 a 16 m²).
L’urina viene raccolta in contenitori posti sul fondo del pavimento e trasportata tramite tubi a un sistema di stoccaggio. Il primo allevamento ad adottare questo tipo di pavimento combina la sua presenza con alberi all’interno della stalla. Questi alberi non solo migliorano l’aspetto estetico dell’edificio ma forniscono anche ombra per le bovine, filtrando la luce attraverso un tetto trasparente. Questo innovativo tipo di struttura è conosciuto come giardino per bovine.

In un recente esperimento è stato dimostrato che l’uso di sistemi vegetali può ridurre in modo efficace la temperatura interna dell’edificio. Durante periodi di clima molto caldo, è stato osservato che una stalla tipo serra con rivestimento trasparente e tetto in piante vive manteneva la stessa temperatura interna di un edificio convenzionale con copertura isolante a pannelli.
Le variazioni nel comportamento delle bovine, inoltre, sono notevolmente influenzate dallo spazio disponibile e dalle modalità di pulizia e gestione che comprendono l’adozione e l’uso di prodotti specifici proposti da tecnici esperti.
La stalla CB offre 3.4 m²/capo, la stalla FW con lettiera fornisce 13.3 m²/capo e quella con pavimento artificiale arriva fino a 15.5 m²/capo.
I dati sono stati raccolti utilizzando sensori IceQube (IceRobotics, South Queensferry, Regno Unito) posizionati su 20 bovine in lattazione in ogni gruppo. Ogni due mesi circa, metà dei sensori veniva trasferita su altre bovine durante un periodo di un anno. I risultati ottenuti hanno indicato una maggiore attività motoria nelle bovine alloggiate nei sistemi di stabulazione FW (85 passi/h per il pavimento artificiale, 50 passi/h per la lettiera compostata e 44 passi/h per la CB), un tempo di coricamento (Daily Rest Time) leggermente più breve (41% del tempo per il pavimento artificiale, 42% per la lettiera compostata e 48% per la CB) e un minor numero di episodi di coricamento (Daily Rest Bout) rispetto alle stalle CB (8.3 episodi per il pavimento artificiale, 7.9 episodi per la lettiera compostata e 9.0 episodi per la CB); tutte queste caratteristiche hanno mostrato significative differenze tra i vari tipi di allevamento (P < 0.001).
Gli obiettivi intelligenti di questo programma prevedono una riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto ai dati del 1990, un aumento del 16% di energia sostenibile, un’efficienza energetica +2%/anno, una riduzione del 70% nell’uso di antibiotici ed una longevità animale di +6 mesi.
In conclusione, sebbene l’investimento in sistemi di stabulazione libera richieda inizialmente risorse significative, i benefici a lungo termine in termini di benessere, aumento della produttività e miglioramento dell’immagine aziendale sono evidenti.
Nell’attuale contesto, con una crescente attenzione da parte dei consumatori e delle normative verso il benessere degli animali, l’adozione di sistemi di stabulazione libera potrebbe rappresentare una scelta strategica e moderna per le aziende lattiero-casearie.
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Last update: November 2020