Regolamento UE sulla deforestazione

  • Articolo n. 11 01/2025

Premessa

Il Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR) rappresenta un importante passo avanti nella lotta alla deforestazione globale, richiedendo che prodotti come la soia, commercializzati o esportati all’interno dell’Unione Europea, siano “a deforestazione zero”. Tale normativa, che entrerà in piena applicazione il 30 dicembre 2025 per le grandi imprese e il 30 giugno 2026 per le piccole e micro imprese, impone il rispetto rigoroso della tracciabilità delle materie prime e l’obbligo di geolocalizzazione dei terreni da cui provengono.

Definizione di deforestazione e degrado forestale secondo l’EUDR

Il Regolamento definisce deforestazione la conversione di terreni forestali ad uso agricolo successiva al 31 dicembre 2020. Qualsiasi distruzione permanente di foreste per l’espansione agricola è quindi vietata.

Inoltre, il degrado forestale è considerato ogni conversione che riduce l’integrità ecologica delle foreste, come la loro trasformazione in piantagioni commerciali. Tuttavia, vengono escluse dal regolamento le conversioni per infrastrutture, ad esempio quando si rende necessario abbattere legname per la costruzione di strade.

Obbligo di tracciabilità e diligenza

L’EUDR impone ai produttori di garantire che la propria filiera sia completamente tracciabile e rispettosa degli standard di sostenibilità europei. Tale tracciabilità si estende fino all’origine esatta delle materie prime, richiedendo che i terreni coltivati siano identificabili tramite coordinate precise.

La normativa vieta l’uso della metodologia di “mass balance”, che permette di mescolare materie prime tracciate con altre non conformi. In caso di mancata conformità, le aziende sono soggette a sanzioni, quali multe proporzionali al fatturato, confisca dei prodotti, sospensione temporanea delle attività e riparazione dei danni ambientali causati.

Rinvio di 12 mesi e risposte degli attori coinvolti

La recente proroga di dodici mesi, decisa dalla Commissione Europea, è stata accolta positivamente da operatori e commercianti del settore. Questo rinvio permetterà agli attori della filiera di implementare sistemi di conformità avanzati e di ottimizzare le catene di fornitura per evitare interruzioni.

Tuttavia, alcuni gruppi ambientalisti ritengono che il rinvio possa compromettere l’efficacia della normativa, rallentando la transizione verso un commercio sostenibile.

Allo stesso tempo, l’EUDR continua a suscitare dubbi tra paesi produttori di materie prime, come il Brasile e la Malesia, che temono un impatto negativo sui piccoli agricoltori, i quali potrebbero non disporre degli strumenti necessari per adeguarsi alle normative europee.

Sfide operative e impatto internazionale

La gestione documentale e la geolocalizzazione delle aree agricole per ciascuna partita di soia rappresentano una sfida rilevante, data la complessità e l’interconnessione delle filiere globali. Inoltre, l’EUDR prevede che i paesi produttori siano classificati in base al rischio di deforestazione (alto, medio, basso), adattando le misure di controllo di conseguenza.

Nonostante queste difficoltà, l’Unione Europea considera questa normativa un potente strumento per favorire pratiche agricole sostenibili nei paesi produttori e per ridurre il contributo europeo alla deforestazione globale.

Conclusione

L’EUDR mira a stabilire una normativa rigorosa per garantire che i prodotti presenti sul mercato europeo non contribuiscano alla deforestazione e al degrado ambientale. Sebbene sia complessa, questa normativa rappresenta un passo importante verso un futuro sostenibile, in cui l’Europa si impegna a promuovere un commercio più responsabile e rispettoso delle risorse naturali.

FONTI

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Marcello Selva

Nutrizionista linea bovini Italia

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Last update: November 2020