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DOX-AL insieme ad ACRA

La più bella
storia di Natale
dura tutto l’anno.

“Una terra buona e grande, una terra in cui scorrono latte e miele”

Ci sono realtà che sembrano favole, come quella che stiamo raccontando, e vivendo, insieme ad ACRA. Un’ONG che lavora a fianco della gente in Africa, Asia e America Latina, e combatte la povertà. Come? Trovando soluzioni innovative, sostenibili e diffuse tra la popolazione.

L’obiettivo è di sostenere una crescita economica che duri nel tempo, e che renda protagoniste le persone e i loro talenti. Così ognuno diventa il mago, il gigante e la fata di sé stesso, per raggiungere, insieme agli altri, il lieto fine.

Ma, come in ogni fiaba, partiamo dall’inizio. C’era una volta un Paese, il Niger, con aree rurali poverissime, e intere famiglie che faticavano a trovare i mezzi per il sostentamento. Dox-al e ACRA hanno pensato che tutti avessero diritto a un cibo sano, nutriente e, come si usa dire oggi, a chilometro zero. Così nel 2020, attraverso il progetto “Latte e Miele”, hanno raccolto un piccolo tesoro, che hanno impiegato per fare tante cose. Per esempio hanno creato dei pascoli dove non c’erano, affinché gli animali potessero nutrirsi nel modo giusto, e produrre più latte.

Ma il latte doveva essere raccolto, pastorizzato, confezionato e, infine, venduto. Così abbiamo fornito gli strumenti e i materiali necessari per far arrivare il latte e i suoi derivati dal produttore al consumatore. Inventando anche il canale di vendita, quando non c’era, e insegnando come gestire un’attività, e a come fare i conti per non trasformare un obiettivo in un miraggio. In questo modo i prodotti dalle aree rurali hanno raggiunto i centri abitati di Tillarbeye della capitale Niamey, e la macchina del latte ha cominciato a girare.

Ma il latte doveva essere raccolto, pastorizzato, confezionato e, infine, venduto. Così abbiamo fornito gli strumenti e i materiali necessari per far arrivare il latte e i suoi derivati dal produttore al consumatore. Inventando anche il canale di vendita, quando non c’era, e insegnando come gestire un’attività, e a come fare i conti per non trasformare un obiettivo in un miraggio. In questo modo i prodotti dalle aree rurali hanno raggiunto i centri abitati di Tillarbeye della capitale Niamey, e la macchina del latte ha cominciato a girare.

Dulcis in fundo, abbiamo pensato anche al miele, nello stesso modo. Abbiamo insegnato come occuparsi delle arnie, e di come ottenerne il miele, cosa non sempre facile nel deserto del Sahel o del Sahara. Anche qui abbiamo fornito tutto quello che serve per raccogliere, filtrare, confezionare, conservare e vendere il miele. Adesso chi abita quelle remote aree del Niger è in grado di produrre e vendere in modo autonomo il latte e il miele, perché sa come si fa e ha i materiali e gli strumenti giusti. Forse è un po’ troppo presto per dire “e vissero tutti felici e contenti”, ma con il vostro aiuto un giorno ci riusciremo.

Buone Feste